Maurizio Di Fiore
Maurizio Di Fiore, fotografo a Messina
Fotografo perché mi piace vedere quello che gli altri spesso non vedono
La fotografia è diventata il mio lavoro, ma prima ancora è diventata il mio modo di guardare il mondo.
Non sono arrivato alla fotografia seguendo un percorso già stabilito.
Per molti anni ho lavorato nel settore della vendita di apparecchiature fotografiche.
Conoscevo le macchine, gli obiettivi, la tecnica e tutto quello che ruota intorno alla fotografia.
Poi, a un certo punto, ho capito che non mi bastava più stare dall'altra parte.
Volevo essere io a raccontare.
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Dall'attrezzatura alle storie
Conoscere la tecnica è importante.
Sapere quale macchina utilizzare, quale obiettivo scegliere o come gestire la luce fa parte del mestiere.
Ma una macchina fotografica, per quanto sofisticata, non sa vedere al posto del fotografo.
La tecnica deve essere al servizio di ciò che vogliamo raccontare.
Per questo il mio modo di fotografare è cambiato nel tempo.
Ho imparato a osservare prima di scattare.
Ad aspettare.
A non avere fretta.
E soprattutto a cercare quel momento che dura magari un solo secondo e che, proprio per questo, non tornerà più.
Poche pose. Molto istinto.
Non amo trasformare una giornata in una lunga serie di fotografie costruite.
Preferisco osservare quello che succede e intervenire soltanto quando è davvero necessario.
Questo vale soprattutto nei matrimoni.
Voglio che gli sposi possano vivere la propria giornata senza sentirsi continuamente osservati dal fotografo.
Qualche fotografia insieme è naturalmente importante.
Ma il resto deve accadere.
Uno sguardo.
Una risata.
Una lacrima.
Un gesto.
Un abbraccio.
Una persona che osserva da lontano.
Sono questi i momenti che cerco.
Tutti guardano. Pochi vedono.
Questa frase riassume molto del mio modo di fotografare.
Tutti possiamo guardare una scena.
Il lavoro del fotografo, però, comincia quando prova a vedere qualcosa dentro quella scena.
Una luce particolare.
Un'espressione.
Una relazione tra due persone.
Un momento che sta per accadere.
Una situazione che durerà soltanto un istante.
La fotografia, per me, non è soltanto registrare quello che è successo.
È accorgersi che stava succedendo qualcosa.
Non fotografo soltanto matrimoni
Il matrimonio è oggi una parte importante del mio lavoro e il reportage di matrimonio è uno degli ambiti nei quali più mi riconosco.
Ma la fotografia non finisce lì.
Nel corso degli anni ho fotografato e continuo a fotografare realtà molto diverse:
18 anni e cerimonie, spettacoli teatrali, concerti, eventi, aziende, fotografia industriale e progetti personali.
Sono situazioni molto diverse tra loro, ma hanno una cosa in comune:
raccontare ciò che sta accadendo.
Ed è proprio confrontandomi con situazioni diverse che continuo a cercare nuovi modi di fotografare.
Anche quando non c'è un cliente, continuo a fotografare
Non tutte le fotografie nascono da una commissione.
Alcune nascono semplicemente da un'idea.
Da una musica.
Da una suggestione.
Da una situazione che voglio provare a trasformare in immagine.
È per questo che nella Home ho voluto lasciare spazio anche ad alcune fotografie che appartengono alla mia ricerca personale.
Tra queste c'è anche la fotografia del drago.
Non è lì per dimostrare qualcosa.
È lì perché rappresenta bene una parte del mio modo di essere fotografo:
avere un'idea e provare a trasformarla in una fotografia.
La fotografia che vorrei lasciarvi
Quando fotografo un matrimonio non penso soltanto a quello che gli sposi vedranno il giorno dopo.
Penso a quello che potranno vedere tra dieci, venti o trent'anni.
Perché una fotografia cambia significato con il passare del tempo.
Una persona che oggi è semplicemente un nonno o una madre, domani potrebbe diventare una delle persone che vorrete rivedere più di tutte.
E allora una fotografia che magari oggi sembra semplicemente una fotografia di famiglia può diventare un ricordo prezioso.
È questo uno dei motivi per cui considero importante il mio lavoro.
Conoscersi prima di scegliere
Credo che il rapporto tra fotografo e cliente debba iniziare prima del matrimonio.
Per questo mi piace incontrare le coppie, parlare con loro e capire cosa stanno immaginando.
Non voglio essere semplicemente “il fotografo del matrimonio”.
Voglio che sappiano chi sono, come lavoro e cosa possono aspettarsi da me.
E allo stesso tempo voglio capire se il mio modo di fotografare è davvero quello che stanno cercando.
Perché non esiste il fotografo perfetto per tutti.
Esiste il fotografo giusto per voi.
Se siete arrivati fin qui...
Probabilmente avete già visto qualche fotografia.
Avete visto come racconto un matrimonio.
Avete letto qualcosa del mio modo di lavorare.
Adesso sapete qualcosa anche di me.
Se pensate che il mio modo di vedere possa essere quello che cercate, parliamone.
Non serve avere già tutto deciso.
Raccontatemi semplicemente il vostro progetto.
